Robert M. Sapolsky, "Perché alle zebre non viene l'ulcera?", Orme ed.
Leggendo e partecipando al dibattito su questo blog, ho notato che molti temi, a seconda delle sensibilità e degli interessi di ognuno, vengono affrontati in modi fra i più difformi: ad es. si parla del tempo e c'è chi racconta un'esperienza particolare (si presume reale, ma non ha importanza), c'è chi affronta la tematica dal lato filofofico/metafisico (in un certo senso il più appropriato, verrebbe da pensare), chi prova a definirlo e a raccontarlo "operativamente" (il tempo fisico), chi ne analizza un aspetto solamente sperando di svelarne parte del mistero, chi infine decide che, inevitabilmente, occorre operare (ancora "filosoficamente") della precedenti operazioni per comprenderci meglio e, dunque, parlare del soggettivo e dell'oggettivo (tempo) - che, tra parentesi, son temi usciti fuori anche altrove in questo stesso blog.
Tutto questo è ricchezza, a parer mio, è dà vivacità al blog (che, in senso stretto, è un luogo di discussione, scambio idee e "pubblicazione" delle stesse ma non è mai un luogo "scientifico" cui dover raggiungere anche, necessariamente, una - ed una sola - sintesi).
Questa premessa, (questo osservare, a mio avviso, che i commenti sono "ognuno" d'uno tipo specifico e difficilmente si parlano ma, più facilmente, scorrono su binari paralleli senza eccessive "infraintrusioni"), per lanciare l'ennesimo argomento (forse non fraschissimo nel dibattito culturale italiano, lo ammetto) di questo agosto, che vede così tanti rami intrecciarsi sui porpore: secondo voi esiste ancora in Italia, fra noi, una dicotomia tra cultura tecnico-scientifica e cultura storico-umanistica? Ha ancora un senso questa suddivisione? Se sì, quanto e come? E ancora: dove stanno le discipline al limite, tipo filosofia, che nel 900 tante volte s'è fatta "scienza", travalicando in molti dei suoi campi/temi, una collocazione che la voleva da secoli quale materia "umanistica" (ma non scordiamoci mai che quando è nata, pur in situazioni totalmente differenti, non esistendo ancora la scienza moderna -e la sua definizione dovrà aspettare almeno la fine del '500 o il '600 per essere definitivamente battezzata- era, la filosofia, la "scienza" dell'epoca e inglobava, al suo interno, quasi sempre e sistematicamente, la fisica e la matematica di allora... Certo le distinzioni tra discipline divberse non erano così forti come al giorno d'oggi...)