Home »
doloreTag correlati:
pensieri,
disincanto,
coscienza,
amore,
poesia,
notte esistenziale,
domande,
libertà ,
disperazione,
spaesamento,
dialogo aperto,
filosofia,
identità ,
destino,
suggestioni
E scese di sentina il non-sense
come il tuo appalto coriaceo
ai fruscianti di leva.
E scese il Giorno
quello dai latrati carnosi
violenti, assurdi.
E mi scordai di non cessare
a tempo
di crederti ancora.
(Per L.34)
sapore agli spalti di croce
come resina inside,
mentre si staccano domande.
L’unica Realtà
della terra senza polvere.
Senza pietà o misura.
Per il nome di quelle notti
occluse dal labirinto.
(Per L. 31)
fosssimo
chostri di sangue
nei seni di chiosa
vòlti al parto senza sesso...
vòlti al gusto della premura,
uva gens, resina.
al collo della frattura
che conosci
fatto tua simbiotica....
urla dal senso di me
che si comprime....
volerti comunque
volerti ovunque.
(Per L.29)
possedevano mappatura dei tuoi
membri carpiati.
Non sapevano esistere fuori e frangendo altro da te...
Suoni di queste ossa
inabilmente vibranti sulla cornea scissa.
Ed io colei che misura di te
il battito ogniora, il
battito dei cancelli impotenti.....
(Per L.28)
Se il crepuscolo che tempra sudori
di una sabbia furiosa al derma lacerato.
potevo forse chiederti di non gremirti delle mie tenebre
innocenti.
E forse avresti sparso la schiena d'ogni tua fibra, per noi.
E forse non avrei letto il corpo
dello strale senza te
quando battono impietosi
i colori cardiaci fra i sorsi...
della me che non si è mai incarnata.
(Per L.26)
E venne la notte, sì,
nessun'alba di sandali....
non il latte sferico del vento in novembre.
Della luce che scardina se stessa alle delazioni.
E venne la tua notte, sì,
come quando le fruste pareggiano lemmi di non-sense
e ti volti incompleto
per raggiungermi
senza dove.
(Per L.25)
E palpano di sale
le sinapsi in cotone...
come rigide saturazioni del liquido tantrico.
come rigide implosioni di ogni sé mnesico...
Avresti me al tuo pasto?
Non c'è desco di soma, di sensi, sesso, materia.
Ed io resto solo ologramma
del Mio Demonio.
(Per L.19)
Cessare l'abbraccio trasparente.
Oppure mordersi i neuroni sconfitti.
E salire la trama in grani del tuo argento.
...come se ne avessi facoltà...
Poi dominare la fatica mista al vuoto, mista allo specchio di sé.
e mentono senso i labirinti sui grumi a cella
delle resine modulari.
di un suono violento.
torturando ogni carne come strali scolpiti.
ANCORA SENZA USCITA.
gli argenti delle notti che d'inferriata
aprivi su di me;
Forse sapore, il tuo...
che vinceva le mie molecole
senza pietà, com se potesse dirsi Mai eterno..
E come in un'alba di quando sentivo gremire gli uccelli
dall'attico dell'hotel
resto inchiodata
a chiederti
di tornare
Sulle ambizioni
della Terra.
Sul canto tubolare.
Sul diniego,
e su una Donna tesa
al Lettod'ogni verginità dissacrata
nei sensi di un Novembre incarnato.