Per renderti tessuto liquido
che trama ogni vaso infuocato
dalla sutura senza tensione
per renderti circe, sirena e derma
alle cantrici sui recettori e
ogni sapore che stendi all'udito
di fiele, ogni sangue di
quei battiti fuggiti...
E lui mi era accanto aspramente, con la forza acerba della tenerezza, come se quegli anni, il Dolore, il suo, il mio, fossero polvere inconsistente sulle fenditure del camino.
Il calore completo di quel corpo era la vicinanza del Desiderio, di una Sorte asciutta e molecolare.
Vollli ascoltare il suo respiro fra le pulsazioni estreme degli atti cardiaci...
Ma il mio domino nella penombra chiedeva di lui, urlava silente un suo respiro sempre più dentro.
Ancora la grazia del Tempo che si scompone, ancora Lui, l' Altro.
Chi sono, ero, potrei, sono stata Mai?
Ti ho voluto distinguere fra dinieghi e paure, mostri della carne che non possediamo, ancelle di una psiche rovente.