sabato, 22 novembre 2008


(Per L. 31)

 fosssimo
chostri di sangue
nei seni di chiosa
vòlti al parto senza sesso...
vòlti al gusto della premura,
uva gens, resina.
al collo della frattura
che conosci
fatto tua simbiotica....
urla dal senso di me
che si comprime....
volerti comunque
volerti ovunque.
postato da: simoporporesimo alle ore 17:57 | link | commenti (1)
categorie: dolore, domande, disperazione, ansia, dolore estremo
lunedì, 17 novembre 2008



(Per L.29)

possedevano mappatura dei tuoi
membri carpiati.
Non sapevano esistere fuori e frangendo altro da te...
Suoni di queste ossa
inabilmente vibranti sulla cornea scissa.
Ed io colei che misura di te
il battito ogniora, il
battito dei cancelli impotenti.....
postato da: simoporporesimo alle ore 14:27 | link | commenti
categorie: dolore, disincanto, ansia
lunedì, 13 ottobre 2008


(Per L.18)

Le tue spalle di corda al dorso senza appello

i movimenti cellulari occulti alle tenebre di cipria

come stornare i miei fili biondi sul tuo petto,

come volere i tuoi muscoli fermi dentro la psiche.
sabato, 26 luglio 2008

Come di ribes lecit ,

parlami ogni dèlta ferito.

delazione alla crusta di saio

postato da: simoporporesimo alle ore 22:57 | link | commenti
categorie: assenza, ansia
giovedì, 14 dicembre 2006

Riporto, così come la leggo, da la Repubblica online del 14 dicembre 2006. Incredibile!


Ha 30 anni e vive a Bristol, ma invita gli amici a Parigi e mangia solo croissant
Affetta dalla malattia di Susac di cui si registrano solo 200 casi nel mondo

Donna inglese crede di essere francese
Colpa di una sindrome rarissima


LONDRA - E' inglese, ma è convinta di essere nata oltremanica. Invita tutti i suoi amici ad andarla a trovare a Parigi, parla francese e a colazione non ne vuole sapere di uova e bacon e pretende di mangiare croissant: una donna di 30 anni che vive a Bristol e lavora a Bath è rimasta vittima di un rarissimo disordine cerebrale che le fa credere di essere francese.

In una bizzarra vicenda che sembra prendere spunto dal film 'Incantesimo napoletano' - in cui ad una coppia di napoletani nasce una bambina che parla e si comporta come una milanese - Louise Clarke di tanto in tanto è convinta di vivere in un presente che in realtà è il suo passato: i quattro anni trascorsi a lavorare in Francia.

E se la storia può sembrare divertente a molti, di certo non lo è per la povera Louise: gli effetti collaterali della sua strana condizione - chiamata sindrome di Susac e della quale sono stati registrati soltanto 200 casi al mondo - includono terribili allucinazioni ed emicranie lancinanti.

"Tutto è iniziato con le emicranie e le allucinazioni. Ad un certo punto ero così confusa che mia sorella mi ha portata al pronto soccorso", ha detto la donna, una consulente presso un'agenzia di collocamento. "Nel letto dell'ospedale parlavo in francese. E' stato un periodo molto duro per la mia famiglia. Ad un certo punto mia sorella ha scoperto che avevo chiamato tutti i miei amici e avevo detto loro di venirmi a trovare a Parigi. Gli ha dovuti richiamare tutti per spiegare cosa era successo", ha aggiunto.

E come se non bastasse, in una delle sue crisi confusionarie la Clarke ad un certo punto si era persino convinta di essere in Vietnam, un altro Paese che aveva visitato pochi mesi prima di ammalarsi. Dopo mesi trascorsi al Royal United Hospital di Bath e dopo essersi sottoposta a svariati test, alla Clarke è stata diagnosticata la sindrome di Susac, una condizione che interessa principalmente le donne giovani e che colpisce il cervello, la vista e l'udito (a tratti si può perdere l'udito e avere problemi alla vista).

Ben poco si sa di questa malattia a parte il fatto che potrebbe essere provocata dallo stress e che spinge il sistema immunitario ad attaccare tessuti sani, con conseguenze devastanti quali problemi alla memoria, sbalzi d'umore e difficoltà a concentrarsi. Ma l'aspetto più debilitante è certamente quello che spinge il paziente a credere di vivere nuovamente luoghi ed esperienza vissute in passato.

Ora la Clarke ha imparato a controllare le crisi, ma potrebbero trascorrere fino a cinque anni prima di arrivare ad una completa guarigione.

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