Di cipria sul carme.
Violento, acuto, senza sentinella.
e mi tergi di meschina ossesione.
Per il pasto tra le piume.
Per la notte che avrai solo tu.
UN’ALTRA VITA
Certe notti per dormire mi metto a leggere,
e invece avrei bisogno di attimi di silenzio.
Certe volte anche con te, e sai che ti voglio bene,
mi arrabbio inutilmente senza una vera ragione.
Sulle strade al mattino il troppo traffico mi sfianca;
mi innervosiscono i semafori e gli stop,
e la sera ritorno con malesseri speciali.
Non servono tranquillanti o terapie…
ci vuole un'altra vita.
Su divani, abbandonati a telecomandi in mano
storie di sottofondo… Dallas e i Ricchi Piangono.
Sulle strade la terza linea del metrò che avanza,
e macchine parcheggiate in tripla fila,
e la sera ritorno con la noia e la stanchezza.
Non servono più eccitanti o ideologie…
ci vuole un'altra vita.
[Franco Battiato]
Se tu di notte laceri la vergine
se tu comprimi assurde nudità per eccesso..
se tu sei Loro, ed io? cosa, cosa mi resta?
Voglio quelle cornee che si pagavano di guardare Solo la me che esiste,
infinitamente, lungamente..
Ma adesso ne ho gli spettri
e cerco di saziarmi con pasti che sai,
non appartenermi...
e continui a premere su questa psiche che non conosce realtà
senza te.
Se queste carni hanno un pasto,
lo sono liquido, temuto, senza pietà.
Se la mia carne vuole ogni pasto
è solo libera di Non sentire...
perché c'è ulcerazione,
materia che ha ingannato.
per sempre...
Stai di rena sull'assenza di pietà.
posso sentire quello che non Sei più...Senso, per Noi,
tu credi che non ci sia già un NOI?
le tende di ghiaccio storni silenti
che trascurano la pelle di chi sa cosa significa TORNARE
UN MOMENTO, UN GIORNO, UN ATTIMO.....
Hai tempo, forse ansia, senso di mandragola
hai il mio Sesso e...se lo cerco non hai voce per dirmi che è tuo, che lo divori di mancanza..
di Me.
Hai freddo quando ti avvicini alle sante-sere che io ti suggellavo dalla Glottide.
Hai quel Fantasma che danza monello su ogni tua cellula...
ma non è colpa mia:
SONO IO.
Da sempre addio
Paolo Filippi - Massimo Acciai
[ascolta]
Da sempre dico "addio"
Al sogno che fu mio
Policroma impressione che mi sfugge
Ma l'uomo non è "kitsch"
Ipotesi o realtà
Le donne di Gauguin, il cielo di Matisse
E Londra nel mio tè
Con rabbia mando giù
La nuova Weltanschuung mi regali tu
Vorrei fuggire via
Dalla malinconia
Ma resto impantanato in questo hotel!
"Mi spiace non c'è più nessuno"
La voce che striscia sul muro
Risponde ridendo beffarda
Al solito pezzo di cielo
La morte si sconta vivendo
La vita trascorre sognando
Ma l'uomo non è "kitsch"
La sabbia scorre via
Io affogo dolcemente nel mio tè…
Da sempre dico "addio"
Al sogno che fu mio
Il seme già riposto della libertà
Vorrei fuggire via
Dalla malinconia
Ma resto impantanato in questo hotel!
Sai di requie frigida e bollente,
ossimorica. Luci.
Il Profumo
delle dita che Non cercano.
Il canto dei minuti senza tortura,
delle falangi che non hai perso.
E' l'ora di spegnere il computer,
di guardare quel cuscino piccolo ove mi lanciavi i sorrisi del tempo.
L'ora di coricarmi tra quei metri quadrati ove non mi ami più.