Apro la sigaretta
come fosse una foglia di tabacco
e aspiro avidamente
l'assenza della tua vita.
E' così bello sentirti fuori,
desideroso di vedermi
e non mai ascoltato.
Sono crudele, lo so,
ma il gergo dei poeti è questo:
un lungo silenzio acceso
dopo un lunghissimo bacio.
Alda Merini (da Ballate non pagate, Einaudi, 1995)

La memoria non è altro che una prova dell'esistenza.
Quando le esperienze sono passate restano solo i ricordi.
Le cose che hai perduto sono le sole che puoi avere
[Wong Kar-Wai]
Vengo da un altro pianeta, da un’altra dimensione
Conosco il mondo e le sue bugie, che contano
Nascere, crescere e poi morire, evoluzione di quale specie?
C’è un buco fatto a forma di Dio, che senso ha?
Forse non finisce tutto qui, forse è così…
C’è un senso, a tutto c’è un perché,
dentro me
La risposta è dall’altro lato del cervello
La risposta è dall’altra parte del cancello
Cercando un alibi nel mistero,
mi fermo un attimo e guardo il cielo
c’è un buco fatto a forma di Dio…
Forse non finisce tutto qui, forse è così…
C’è un senso, a tutto c’è un perché,
dentro me
La risposta è dall’altro lato del cervello
La risposta è dall’altra parte del cancello
…dall’altra parte del cancello
Simone Cristicchi, dall'album "Dall'altra parte del cancello"
Alla timida luce. All’incanto. Alla gioia del sorriso. Alla vita. Al buon vino. All’amore. All’amicizia. Alla libertà. Alla fratellanza. Alla felicità. Alla salute. Alla consolazione. Alla disperazione. Alla depressione. Alla grazia. Alla luna e al sole. Alle stelle che stanno lì a guardare. Ai bei ricordi e a quello di mia nonna, dei suoi biscotti e dell’odore del suo piccolo corpo. A mia madre e mio padre. A Madre Terra e agli alberi. Al bambino che vive nel mio cuore. Al bambino che mi chiamerà papà. Al futuro. Al passato. Ai vecchi amici e ai nuovi. Alle donne che ho amato e che amerò. Alle donne che ho odiato e a quelle che mi hanno disprezzato. Alla gente con cui ho litigato. A quelli che mi hanno picchiato e preso in giro. Alla mia città. Alle città che ho visto e che vedrò. Ai miei errori. Alle mie vittorie. Alle mie sconfitte e delusioni. Ai tradimenti e ai patimenti. Alla voglia di partire e a quella di restare. Ai sassolini nelle scarpe. Al coraggio e alla mia timidezza. All’insensibilità. All’utopia. Alla società che vorrei cambiare. Alle rivoluzioni. Al “Che”. Ai miei fumetti. Ai miei libri. Alle mie poesie. Ai miei film. Alle mie lacrime. Ai miei racconti scritti, dimenticati, persi, distrutti, dispersi. Alle persone che muoiono. Alla mia morte. Al sesso sfrenato, sentito, partecipato, goduto e a quello non riuscito. Ai baci appassionati. Alle timide carezze delle mani. Ai miei peli. Alle unghie che continuo a mangiare. Ai vestiti buttati. A mio fratello, genio della comunicazione. Al partito. Al comunismo. Alle mie seghe. Alle volte che dovevo esserci e non c’ero. Alla lingua. All’orecchio. Al mio pisello. Al vento che soffia in estate. Ai brividi di freddo. Al sudore. Alla merda e al piscio. Alla Festa dei Gigli. Ai concerti che vorrei vedere e a quelli che non vedrò mai. Ai miei peccati. Alle mie buone azioni. Alla Panda. Ai cani che curo e che non ho curato, a quelli che per un po’ ho sfamato. Alle elemosine. Agli immigrati. A tutte le volte che ho spostato lo sguardo di fronte ad un handicappato. A tutte le volte che ho aiutato chi stava male. Alla mia spalla consolatoria per altri. Alle parole che ho detto e che dovevo dire. Alle parole che non dovevo dire. Ai dolci. Alle bugie. Alla pace. Alle vittime di ogni giorno. A chi subisce violenza fisica, mentale, culturale. A chi si mette ogni giorno in gioco. A chi sopravvive con meno di 1000 euro al mese. A chi vuole lavorare. A chi lavora onestamente. A chi crede in Dio. A chi non ci crede. Alle persone anziane e sole. Al canto degli uccellini e ai fiori. Alle fragole con la panna. Ai colori. Al mare e alla pesca. A chi mangia carne e ai vegetariani. A chi non segue le mode. Alla danza e alle ballerine di danza classica. Ai giornali. Ai sospiri. Alle partite di calcetto. Alle corsette in campagna. Alle zingarate. Ai miei innumerevoli cugini e zii. Agli amici del mare. Ai boschi che ho attraversato. Alla volpe che ho incontrato. Al mio cane. Ai miei occhiali da sole. Ai capelli “rasta” che ho tagliato. All’Università che non voglio proprio far finire. Alle telefonate fatte di sera. Al gioco. Alle lettere spedite. A quelle mai consegnate. Alla musica e alle melodie non ancora create. All’arte e agli artisti. Alla mia chitarra che non suono dal ‘95. Al locale che un giorno aprirò. Al tempo che ho di guardati negli occhi e dirti che t’amo. Ai miei sogni. Ai miei incubi e a tutte le volte che ho urlato nel sonno. Al buon cibo. Alle sigarette che fumavo e alle canne. Al suono di un pianoforte. Alle feste di compleanno. Alle sbronze. Al suono di un contrabbasso. Al canto della civetta. A Castel Sant’Angelo. Ai Cappuccini. Al monte di Casamarciano. A Castel Cicala e ai pipistrelli. Ai sigari. Alle cene intime e a quelle con gli amici. Al Fantacalcio. Ai cocktail che sto imparando a fare. Al mio cuore e alla mia anima. Alla pioggia e all’ombrello che perdo sempre. Alle cose che ho scritto e a quelle che non ho scritto perché in questo momento non mi vengono……………OVUNQUE PROTEGGI……………..
Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore,adesso e per quando tornerà nel tempo,
il tempo per partir,il tempo di restare,
il tempo di lasciare,il tempo di abbracciare,
ricchezza e fortuna in pene e in povertà
nella gioia e nel clamore,nel lutto e nel dolore,
nel freddo e nel sole,nel sonno e nel rumore,
ovunque proteggi la grazia del mio cuore,
ovunque proteggi la grazia del tuo cuore...
Vinicio Capossela