lunedì, 26 febbraio 2007

Nello stillicidio della cura

si dissolvono le gocce

degli anni lontani

in cui la notte era

solo lo schiudersi

breve delle palpebre

prima di vedere ancora

 

mentre ora

non c’è terapia

che cancelli il dolore

di riconoscerti

 

fragile

 

nella fredda amarezza

del foglietto illustrativo
postato da: Esperanta alle ore 17:47 | link | commenti
categorie: poesia, dolore, domande, atrocità
venerdì, 23 febbraio 2007

Questo barano è parte dell'editoriale numero 7 di porpore.com. Fu scritto per Mia Madre.
A LEI PER SEMPRE DEDICATO. AL MIO AMORE TOTALE: PER SEMPRE Tua Figlia.


E mi odierai come io ti odio perché un giorno fummo separate...

 

Gonfie di placenta inevasa, coi pugni stretti verso le unghie dell’altra perché tu sia me e io te senza cesura.

Esiste un taglio raccontano, d’origine. Ma Lei è consapevole che le sono ancora infissa nel liquido spinale, che sono quei roveti di vita e non luogo.

E io so di apparire un ologramma, so che d’un tratto potrei rendermi altro stato gassoso e non esistere per alcuno sguardo. Come fragile “rena senza mascelle”.

Lei indossa il Potere, io sono fucìna di globuli, organi che si compongono in misura adeguata a ciò che sogna, sono una fiaba per qualcuno oltre l’Ade che a stento non rigurgito ogni notte sui visi che mi fasciano.

Perché queste continue, inseparabili fasciature a grana d’ape?.... perché ulcerazioni, sulla continuità della pelle scoscesa... a rupi di contrazione, sorde ai dèmoni e rapaci di materia? ansia, ansia che qualcosa si avvicini all’essente, al rigore delle pulsazioni esatte, che ne scinda il rintocco facendone altro ritmo con altre leggi.

Sa che sono i mattini ed i giorni in cui era con me, sa che sono continua fame di lei, di un suo sì denso e muschiato, sono il modo in cui cammina, le sue parole che si incasellano nell’alveare del cervello in dote, come impresse di un suono assoluto.

 

Mi sembra che lei ignori cosa siamo. Mi sembra che non voglia vedere.

 

Never, questo deve essere

mai per te, nell’ultima volta.

Non sei il suo specchio

e lei raspa Sé e Te per aprirvi

di sangue, sesso sepolto, ansia, ansia.

Rapide alle giugulari

tracciano di benda

una lama spessa ai chiodi.

Mentre Lei vive... e tu aspetti di farlo.

 

E non cesserò mai di amarti, perché mi hanno portata via...

 

Dicono che si possa convivere coi ganci multipli dell’io appesi a sorti alterne e ignote.

Ma io voglio te, la sicurezza della tua stretta gracile, ossuta adesso, la fiducia dei mattini in cui sei stata dea e lo sei ancora.

Mi hai vista morire e soffrire, mi hai vista lottare, arrendermi, non riuscire a convivere con le emozioni impazzite, veloci e roteanti nel mio corpo di vergine.

Hai saputo da me i labirinti vacui in cui mi sono persa, ogni sabbia mobile che mi ha sepolta sul cammino.

E sei rimasta. E sei rimasta.

Anche io l’ho fatto. Non crederai mai che sia per te. Ma anche io l’ho fatto.

 

Ti devo strappare la simbiosi per ricrearla, per acquietarmi, perché io voglio te sola adesso.

Amarti di violenza, ove solo tu spacchi i miei bulbi in circolarità. Dovevo vivere per immolarti la mia esistenza, senza coraggio, senza pietà. Dovevo vivere come tua personale centralina d’organico.

E ora mi lasci a guardare, mentre non hai più voglia di me perché non sono, e mai lo sono stata, guardare i tuoi sensi che si sfaldano e mi imprigionano di colpe, elettrodi a voltaggio incessante.

Ed io non sopporterò che mi lasci qui sola come tutti gli altri.

postato da: simoporporesimo alle ore 21:10 | link | commenti (4)
categorie:

Invisibile come una goccia
dentro il mare
io sto ancora cu tte...

Oggi ieri e domani
comme l’aria ca tu respiri.

Tu lo sai:
‘O tiempo è ‘ngrato e fuje!
 

Ma oggi tu si ffatta ‘e me...
postato da: AntonioPiccolo alle ore 01:26 | link | commenti (5)
categorie: pensieri
mercoledì, 14 febbraio 2007

Raccogliamoci intorno a Simonetta.

Ti siamo vicini e ti saremo davvero vicini

Chi può fisicamente e chi è lontano col pensiero

Ti vogliamo bene sinceramente

Non ti lasciamo e non ti lasceremo sola

Noi siamo  i tuoi amici

Cecilia

postato da: cizou alle ore 22:20 | link | commenti (5)
categorie:
giovedì, 08 febbraio 2007

Nelo Risi

TUTTA POLVERE

La foglia è lenta a cedere

nel suo rosso languore

.

La carne è quasi spenta

che non riceve più sangue

.

Il muro crolla debole

con secolare schianto

.

La gioia si frantuma

in pepite di lacrime

.

La gloria controvento

brucia in un istante.

.

E' vecchia ruggine

corre le strade

e rode,

solo le armi

unte

lucide e pronte

ne sono immuni:

.

vien su con passo di testuggine

e spande

come un sudario di nafta in acque franche.

.

Il cielo è tossico da tempo

gli uccelli hanno smesso le ali

.

Il mare asciuga il suo plancton

e si svuota di pesci

.

Il grembo è senza forza

e la segala dei campi è cornuta

.

Qualcuno libera energia:

la terra si uranizza

.

grazie alla legge dell'inerzia.

.

L'illisso è buio

nella sua nuova tomba di cemento

come lo Stige,

i poeti lo piangono

nei bar: «C'era una volta»

dicono tra un anice e l'altro

dicono: «Lo sai?

nell'anno...» e scrollano fumo e polvere di dosso.

Non guariranno mai.

.

Noi, nati domani

non abbiamo fiori da festeggiare né alberi

che mitighino la pietra

da tutti i pori,

non abbiamo pesci né voli, sciolti

nella terza dimensione -

il quadro tiene

per un impasto di cobalto e di rumori:

effetto della bomba

o dell'occhio che muta la natura.

 .

La verità è più d'una.

(1953) 

postato da: Esperanta alle ore 20:48 | link | commenti (3)
categorie: pensieri, poesia, sospensione, lucidità
mercoledì, 07 febbraio 2007



...questo è' solo un abbraccio sincero nei confronti di Simonetta...
postato da: AntonioPiccolo alle ore 14:13 | link | commenti (3)
categorie: abbraccio

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