RadioRaiTre Fahrenheit - Un libro al giorno
Intervista a Isabella Santacroce : pretesto : il suo (di lei) ultimo libro "Zoo" pubblicato da Fazi. Nota:Dice delle cose interessanti su argomento famiglia.seconda nota: perche se è di riccione ha quell'accento?
Cè un passaggio in "No country for old men" che secondo me descrive BENE cosa è per me la Paternità (il senso , il concetto, il peso, l'importanza). Eccolo:
"[...] Ma nel secondo sogno era come se fossimo tornati tutti e due indietro nel tempo, io ero a cavallo e attraversavo le montagne di notte. Attraversavo un passo in mezzo alle montagne: faceva freddo e a terra c'era la neve, lui mi superava col suo cavallo e andava avanti. Senza dire una parola. Continuava a cavalcare avvolto in una coperta e teneva la testa bassa, e quando mi passava davanti mi accorgevo che aveva in mano una fiaccola ricavata da un corno, come usava ai vecchi tempi, e io vedevo il corno alla luce della fiamma. Era del colore della luna.
E nel sogno sapevo che stava andando avanti per accendere un fuoco da qualche parte in mezzo a tutto quel buio e a quel freddo, e che quando ci sarei arrivato l'avrei trovato ad aspettarmi.
E poi mi sono svegliato"
Che è drittadritta/giustagiusta la descrizione della Funzione Paterna secondo me , cioè detto all'ingrosso quella di indicare metaforicamente una "strada" quella di andare avanti senza dire una parola, - non di portartici fisicamante in braccio (in quella cazzo di strada) come farebbe una madre premurosa ,- che detto francamente serve a poco...[ è anche importante sapere dove è che la luce è accesa in mezzo a tutto questo buio, Cristo!]
(..seguita, ora ho sonno ..)
Perché "Non è un paese per vecchi" ("No country for old men") di Cormack McCarthy è un libro pazzesco.
- Per la sua forma narrativa: il libro si focalizza su ben tre (3!) protagonisti e -inoltre- ogni capitolo è intervallato da un corsivo costituito dalle "riflessioni" di uno dei tre. Inoltre spesso i dialoghi sono così veloci (e cinematografici) che non si capisce subito chi è che parla e dove si svolge la cosa: questo rende il lettore estremamente "attivo" e oltre ad essere "bello" è anche un espediente narrativo molto efficace.
- Perché ha una velocità fuori dal comune: nei dialoghi, negli eventi, nei cambi di scena, negli stati d'animo che ci provoca; tutto avviene velocissimamente, senza tregua, ma -miracolosamente- non si sente puzza d'artificiosità, di "thrilling" di mestiere...
- Perché la crudezza-spietatezza-violenza, che in altri libri dello stesso autore è molto più diluita, preparata e concentrata in singoli capitoli/pagine, qua pervade sistematicamente tutto il libro... (e questa non è un'operazione letteraria banale, secondo me, perché il lettore non ne avverte la pesantezza)
- Perché i tre protagonisti sono/appartengono a mondi impermeabili l'uno all'altro e, nondimeno, vivono sullo stesso pezzo di terra e nello stesso tempo; ogni libro ha molti livelli di lettura: per questo specifico fatto ne propongo due:
1) il "destino" (il divenire) delle persone (dei tre, nello specifico) è segnato definitivamente dal loro passato e dal loro sistema di valori: non importa quanto "vuoi" cambiare, importa quanto sei (diventato) professionista nel tuo "settore"; però questa, che di fatto è una forte caratterizzazione, non s'avverte con fastidio, anzi: sembra sempre che da un momento all'altro le cose possano girare per il verso giusto, che uno ce l'abbia fatta a svoltare, che se lo sia meritato: in tutto il libro - pur cupo e segnato fin dall'inizio - c'è questa sensazione di poter "fuggire", per volontà e/o fortuna... poi arriva puntuale la "tua" vita.
2) è una metafora del (nostro) mondo, dove ognuno, pur vivendo a stretto contatto con altre persone, le ignora: ignora il loro universo, i loro "valori", il loro stile di vita, le loro possibilità... le ignora nel senso, anche, che proprio non riesce a comprenderle.
- Perché il fil-rouge del libro, le riflessioni dello sceriffo sul mondo che è cambiato e che non è più come prima ma molto più spietato (e a lui incomprensibile), è una costante universale nella storia dell'uomo; ma provate a leggere il libro e riprendere fiato durante questi corsivi e ditemi se non vi riempiono di commozione, per le cose che raccontano (anche se non le abbiamo mi provate e magari fanno parte solo d'un nostro immaginario mitico cinematografico), per come le raccontano, per l'umanità di una persona limitata (lo sceriffo) che fa anche del male ma non è il suo fine, non rientra nel suo sistema di valori (pur avendo dovuto, una volta nella vita, mandare un ragazzo verso la pena di morte)...
- Perché la spietatezza del killer, assoluta, anche verso se stesso, non ha una spiegazione logica (ma ce l'hanno, le cose spietate della vita? ce l'hanno, per esempio, i bombardamenti sul libano?) ma, a suo modo è necessaria, e finanche "comprensibile"
- Perché il destino dei "tre", comunque segnato, come già detto, si compie e si concretizza nel libro facendo "finire" ognuno nel modo più atteso e insieme inaspettato (nel senso che sai benissimo cosa "deve" succedere... ma ti aspetti ancora una riga di spiegazione, che invece, poi, non arriva...)
- Perché ci sono tante altre cose dentro, tanti particolari (inutili ma indispensabili), tante sfumature (nonostante la velocità), personaggi (tratteggiati ma subito pieni di spessore che ti pare di conoscerli bene da sempre), vicende secondarie che, come succede nelle vita, ci paiono importanti - mentre le viviamo - per poi scoprire che sono vicoli ciechi o, al massimo, strade inutili o solo energie sprecate... ( anche qui la varie letture delle cose che accadono nel libro autorizzano in diversi punti questo livello di lettura...)
- Perché è uno di quei libri che quando lo finisci resti per qualche minuto sgomento, al limite del vuoto, tra lacrime, incredulità e il non saper che fare ora...
- Perché questa non è una critica "seria e puntuale", e mancano tante cose altrettanto notevoli di quelle dette... E non riesco a pensarne alcuna negativa.
Questo per me fa del libro di McCarthy "Non è un paese per vecchi" un libro pazzesco.
Cormac McCarthy

"Le voglio dire una cosa, sceriffo. Diciannove anni sono abbastanza per capire che se una cosa per te è la più importante del mondo e ancora più probabile che te la porteranno via.
Bell annuì. Non mi suonano strani questi pensieri, Carla Jean. Questi pensieri mi suonano molto familiari"
Cormac McCarthy, Non e un paese per vecchi, Einaudi
Ps E' dai tempi di "Amore mio infinito" di Aldo Nove che non leggevo un libro in un giorno solo.
(Pierangelo Bertoli - A muso duro , quella che dice :" Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani, etc")