Chissà perché, quando ascoltiamo una canzone in una lingua diversa dall’italiano e dall’inglese, ci lamentiamo di non comprendere. Eppure non comprendiamo neanche l’inglese, eppure non ci lamentiamo. Potere subdolo di una dittatura linguistica: non comprendiamo, ma ci sembra naturale.
Stanno.
Sulla ghiaia percorsi d’azzurro
Inciso di pietra,
sgretola nubi d’argilla.
E se qualcuno sa della soffice lama
che si fa prossma al nucleo
del cupio dissolvi,
Un libro è simile ad una porta. Ci sono porte aperte, porte socchiuse, porte chiuse, e porte chiuse a chiave. Certi libri hanno bisogno di una chiave, che spesso non viene fornita insieme al libro. Un po’ come comprare una porta senza la chiave.
In quelle sere d’estate accendevo il computer dopo cena. Appoggiavo una bottiglia di Coca Cola Light e un bicchiere sulla scrivania. Sceglievo una cassetta da infilare nello stereo (potevo impiegarci anche dieci minuti). Aprivo il documento di testo in formato Write (.wri). Facevo partire la musica. Rileggevo le pagine scritte la sera prima. Mi abbandonavo alle mie fantasie. Spengevo lo stereo. Chiudevo la bottiglia. Spengevo il computer. Andavo a letto. Tardavo ad addormentarmi.
Per te Simo
Di termidoro, campanule, rosmarino
In bozzoli di ciano incendiari
M’assopisco e rinasco
Vetri
Sulle messi ai gerani.
E confonderti di sete.
Persi i fianchi sul destro liquido.
Sono rimasta ad aspettare la tua primavera.
Senza cibo né parole.
Un giorno lascerò queste mie paure e dubbi come una farfalla abbandona la crisalide. Quel giorno sorriderò dei giorni passati, li penserò con tenerezza.
Talvolta, mi sento piccola piccola.
Sola, spaesata, simile alla barca dei Malavoglia in mezzo ai flutti in tempesta.
Vorrei un rifugio mentre la terra sotto i miei piedi si fa mobile. Sabbie senza forma, cedevoli.
Talvolta, sento invece sul derma, nel cuore, che ci siete tutti voi.
E allora penso con tutta la forza che ho, come se un vortice mi trascinasse, che ne vale proprio la pena, e che se ci siete, la vita può essere davvero un merviglioso, sorprendente, sfavillante viaggio fuori e dentro quest'anima che preme. Preme sempre. A ciclo ossessivo e continuo.